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INCONTROLUCE RESIdENCY

22-25 AGOSTO 2019

Residenza artistica diretta da Mamadou Dioume.

Un progetto di Manuel Canelles
 

 

 

INCONTROLUCE RESIdENCY
Residenza artistica diretta da Mamadou Dioume.
Un progetto di Manuel Canelles


 

Grotowsky prima di creare il workcentre disse che una delle vie della creatività è quella che ti porta all’indietro, fino all’Antenato.  Nell’attore le immagini avanzano da uno spazio mentale vuoto. Senza pensieri. Chiedendo all’attore di mantenere uno sguardo sul tutto, anche se questo è stancante.  Allora il lavoro che faremo insieme è un’azione di liberazione.

 

                                                                                                                                                            Mamadou Dioume

 

MAMADOU DIOUME storico artista della compagnia di Peter Brook  tra i massimi pedagoghi e attori teatrali, guiderà in VAL DI NON dal 22 al 25 agosto la prima edizione di INCONTROLUCE RESIdENCY, residenza artistica promossa da Spazio5 artecontemporanea che coinvolge artisti provenienti da diverse discipline espressive. Il tema del lavoro si concentra appunto sul tema dell’ANTENATO, dei SOGNI e della MEMORIA. La residenza d’arte è arricchita attraverso uno STAGE -aperto dal 23 al 25 agosto- su selezione a chiunque intenda svolgere un lavoro di ricerca personale o approfondire la propria indagine artistica.

I partecipanti infatti lavoreranno insieme a Mamadou Dioume e al contempo stesso insieme agli artisti in residenza. I lavori si svolgeranno a Ronzone e a Cles presso la Casa Sociale Caltron.

 

Punto di partenza del progetto residenziale è il film INCONTROLUCE, ultimo lavoro videoartistico del regista Manuel Canelles,  che si ispira al percorso di narrazione autobiografica di Lucia Andergassen,  nata in Val di Non negli anni '60 che in età adulta sente il bisogno di ricomporre il flusso di ricordi smarriti nel tempo attivando una relazione anche con i discendenti di una madre non biologica, emigrati negli Stati Uniti agli inizi del secolo scorso. Ed è la stessa Lucia  a ospitare il progetto nell’alta Val di Non –a Ronzone nello specifico- come a testimoniare il valore dell’identità e del percorso autobiografico.

In questo senso il format di una residenza artistica -afferma il regista Manuel Canelles- permette di raccontare una distanza ricongiunta dove lo spazio non è visto come luogo divisorio ma come un territorio di riscatto e di speranza. Nello specifico invita l’incontro tra generazioni per conoscere storie di luoghi e persone in un'ottica di partecipazione e condivisione comunitaria. Inoltre –prosegue- l'approccio laboratoriale invita le persone a ricercare nuove connessioni nell'archivio dei propri ricordi ed acquisire strumenti di integrazione e lettura.

 

Dice Mamadou Dioume a proposito del lavoro: Durante questa residenza vorrei lavorare con gli artisti e con i partecipanti allo stage, sui sogni.  Mi spiego, ho notato -dal teaser del film che Manuel sta realizzando-  un fortissimo collegamento tra i suoni, le immagini, le fotografie antiche e gli spazi, come se Lucia -la protagonista- attingesse a piene mani dalla natura. per questo motivo voglio suggerire di lavorare sulla narrazione. Partendo da una storia che a ognuno di noi è stata raccontata (e che ognuno porta con sé perché serve per la vita terrestre); una storia che ci sta influenzando e una terza in cui sono stato o sono protagonista. Ed è lì che andiamo sui sogni. Andiamo a far scattare qualcosa di sotterraneo. Qualcosa di inconscio.

 


Il progetto è impostato come un’edizione zero per un format di residenza artistica multidisciplinare, un tentativo dal basso senza alcuna forma di contributo e finanziamento pubblico per riqualificare il bisogno degli artisti di connettere pensieri,  stabilendo un patto di lavoro comune, un nuovo sistema di lavoro creativo, al di fuori delle logiche del sistema.

 

La residenza prevede l’elaborazione di una performance finale e la realizzazione di un catalogo che comprenda attraverso fotografie, elaborati, testi ecc- il processo creativo e le varie fasi dello studio.

Oltre a Manuel Canelles, tra gli artisti coinvolti la performer Silvia Morandi, i musicisti Silvio Gabardi e Anika Dobreff, l’artista Nazario Zambaldi e la videomaker Eva Loprieno.

 

 

MAMADOU DIOUME

Mamadou Dioume si diploma presso l’Istituto Nazionale delle Arti del Senegal (INAS) dove consegue il primo premio “Prix de tragèdie” e interpreta numerosi importanti ruoli. Nel 1968 si fa riconoscere per il ruolo di Creonte nell’Antigone di Jean Anouilh, grazie al quale entra nel Teatro nazionale Daniel Sorano, dove lavora fino al 1984 sotto la direzione di Raymond Hermantier, compagno di Jean Vilar. Nel marzo del 1984 viene notato da Peter Brook che lo invita ad interpretare Bhima, il figlio del vento dalla forza prodigiosa, nel “Mahābhārata”. Interpreterà questo ruolo sia in francese sia in inglese durante la tournée teatrale mondiale durata fino al 1988. Dopo il lavoro teatrale, gli viene proposto lo stesso ruolo per la versione cinematografica nel settembre 1988. Continua poi la collaborazione con Peter Brook e a la compagnia CICT, interpretando altre opere, tra le quali “La Tragèdie de Carmen”, “Woza Albert”, “La Tempète”.
Nel 2016 interpreta il Nero in The Sunset Limited insieme a Jean-paul Denizon e l’Othello presso il Teatro Civico di Vercelli. Ha inoltre diretto numerosi spettacoli nel mondo (in Norvegia, Francia, Africa..) e in Italia (a Torino, Napoli, Milano, Roma, Bologna..) e preso parte in numerose produzioni cinematografiche tra le quali “The Tempest” di Julie Taymor. Dal 1991 dirige workshop e masterclass per attori in tutta Europa arrivando a conseguire le conoscenze per trasmettere la forza delle sue tradizioni agli allievi europei. Ha diretto percorsi di formazione in tutta Italia. Collabora con diverse associazioni in Italia e dirige il Policardia Teatro Centro Di Creazione Internazionale.

 

MANUEL CANELLES

Manuel Canelles. Lavora in ambito internazionale come regista, coach teatrale e artista visivo fluttuando tra diversi codici espressivi, utilizzando prevalentemente strumenti espressivi quali il video, l’installazione e la performance..  Concentra ogni sua azione artistica sulla pratica relazionale con l’obiettivo di ridefinire il linguaggio scenico per applicarlo alla dimensione dell’arte contemporanea.
Attraverso questa matrice teatrale – dominante di ogni azione artistica – problematizza il confine tra rappresentazione e realtà, cercando di indagare la condizione provvisoria della memoria e la precarietà dell’esistente.

 

SILVIO GABARDI

Silvio Gabardi ha studiato sotto la guida del professor Braia e si è laureato al Conservatorio Claudio Monteverdi di Bolzano nell’ottobre 2002. Ha lavorato con il Teatro Stabile di Bolzano come contrabbasso principale dell’Icarus Ensemble in  “Bruecke – Langher” opera contemporanea. Inoltre, ha collaborato in diverse produzioni di operistico internazionale, Orchestra di Cura di Merano, Sinfonica Wind e Vereinigte Bühne Bozen. Da 13 anni, suona in diverse attività artistiche in tutto l` Alto Adige e ha collaborato con l'Orchestra Regionale Haydn. Nel 2006 fonda  l’ensemble Unoduo con la compagna ed oboista Anika Dobreff, che interpreta un repertorio di vari periodi spaziando dal barocco alla musica contemporanea. Ha registrato numerose produzioni cinematografiche e musica. Dal 2001 è primo contrabbasso nell´ Ensemble Conductus della citta´di Merano.

 

SILVIA MORANDI

Silvia Morandi, attrice, performer e regista nata a Bolzano, Silvia Morandi volge la propria ricerca ai linguaggi performativi all’interno di una pratica trasversale al cinema, al teatro, alla danza. Ama smarrire il confine tra arte e vita e dedicarsi ad un’area di sperimentazione totalizzante. Rapportandosi a contesti diversificati, si dispone a cogliere il riflesso di situazioni private, sociali, politiche nella vita intima delle persone. Nell’ambito di progetti site-specific, il luogo in cui Silvia Morandi interviene costituisce l’origine della ricerca: investigando la relazione del corpo con l’ambiente, la performer dispone ad un ascolto che amplifica la dimensione sensoriale della presenza. Variando forme e dinamiche nell’interazione con gli elementi, l’artista definisce un setting zona di rischio ed oscillazione psichica. Incluso nello spazio fisico dell’azione, il pubblico condivide, testimonia e co-genera insieme alla performer le vibrazioni di campo.

 

 

NAZARIO ZAMBALDI

Laureato in lettere e filosofia a Trento e diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Tra il 2000 e il 2005 integra l’attività artistica con laboratori per bambini e ragazzi, curando in particolare dal 2002 progetti didattici (Kunst Merano Arte) e socio-educativi, approfondendo l’indagine con gruppi di adulti e insegnanti dirigendo percorsi di formazione e aggiornamento. Dal 2005 estende la ricerca al teatro nel progetto in contesto psichiatrico denominato Teatro Casa Basaglia, con cui produce gli spettacoli “NO. A story of Wall Street” (2005), “OZ. Nella città di Smeraldo” (2007), “La Torre. Stagioni” (2009), spettacolo ospitato da “La Soffitta” stagione teatrale del Dipartimento di Musica e Spettacolo, dell’Università di Bologna, e dalla Stagione del Teatro Stabile di Toscana, Teatro Metastasio, a cura di Giuliano Scabia. Dal 2007 al 2010 con Tihana Maravic in “teatri di silenzio” realizza oltre al seminario “aniMAle” presso l’Accademia di Belle arti di Bologna, le produzioni “ANNA” (2008), “Cuore di cane” (2009), “Parola” (2010).

 

 

ANIKA DOBREFF

Anika Dobreff, nata a Rostock, frequenta qui la Hochschule für Musik und Theater Rostock e si diploma nel 2004 in flauto dolce e nel 2005 in oboe. Nel 2004 si perfeziona sotto la guida di Gregor Witt e Burkhard Glaetzner. Suona in tanti progetti d’orchestra e musica da camera in Germania, Italia e Spagna. Dal 2008 studia l’oboe barocco, corsi di musica barocca con Andreas Helm, Philip Nodel, Alfredo Bernadini e al Conservatorio di Verona con Paolo Grazzi. Dal 2001 insegna flauto dolce alle scuole musicali di Rostock e Berlino; attualmente insegna flauto dolce all’istituto musicale altoatesino e nel contempo si dedica alla composizione di pezzi didattici per bambini. A settembre 2008 inizia a pubblicare pezzi per flauto dolce nella casa editrice Verlag433.